Il pollice del Panda

Il police del panda

Il pollice del panda, oltre a essere il nome di questo modestissimo blog e del più famoso testo divulgativo di S J Gould, è una curiosa struttura tipica di quei simpatici orsi che si trovano solo in Cina e che si nutrono al 99% di Bambù.
Il pollice del panda è però soprattutto una storia. Una storia dannatamente interessante se avete un minimo di curiosità e se siete uno che non spende il proprio tempo libero sfoltendosi le sopracciglia davanti allo specchio.

Alcune stranezze
Il genere Ailuropoda cui appartiene l’unica specie vivente di panda, A. melanoleuca, fa parte dell’ordine dei Carnivori cosa che sembra in contrasto con le sue abitudini.

Panda eating
Eating panda

Anche altri animali dell’ordine, come gli orsi comuni, non sono prettamente carnivori ma il problema è che il panda per la maggior parte del tempo se ne sta pacifico a masticare bambù. Il bambù è l’unica cosa che mangia in natura.
Solo bambù.
Questo genere di mammiferi però porta traccia della sua storia e della cosa che lascia l’impronta più incancellabile al mondo, che non è lo sporco difficile, ma la famiglia. Ailuropoda melanoleuca deve fare i conti con una struttura da carnivoro con zampe adatte a correre ad artigliare, colpire, graffiare, squarciare, macellare e fare altre cose altrettanto antipatiche, non a mangiare bambù.

Solo bambù.

Sesamoide radiale
Sesamoide radiale

Però lo fa e quindi ci si chiede come faccia a maneggiare le canne di cui si nutre con una certa agilità e si scopre che ha una specie di protuberanza opposta alle cinque dita dotate di artigli che usa come fosse, appunto, un pollice opponibile.

La spiegazione evoluzionistica
Il falso pollice del panda è il risultato di un ingrandimento di un osso del polso che si chiama sesamoide radiale, presente anche nei nostri arti superiori. Si tratta di un adattamento imperfetto, cioè poco funzionale rispetto per esempio a un vero pollice opponibile dotato di articolazioni e una manciata di muscoli dedicati come lo abbiamo noi. Non dobbiamo dimenticare però che nella storia dell’evoluzione delle forme viventi sono presenti dei vincoli che non sempre si possono superare, come dice Gould nel suo saggio:

Il vero pollice del panda ha un ruolo determinato ed è troppo specializzato per potersi trasformare in un dito opponibile adatto alla manipolazione. Così il panda deve utilizzare quanto ha a disposizione e utilizzare un osso del polso ingrandito, e di una soluzione forse un po’ rozza ma abbastanza efficace.

In sostanza quindi riciclando una celebre metafora di Francois Jacob possiamo immaginarci l’evoluzione come un bricoleur che utilizza il materiale di cui ha a disposizione nel migliore dei modi, spesso riuscendoci alla grande, piuttosto che come un divino artefice o un progettista.

Fonti:
Il pollice del panda. Riflessioni sulla storia naturale –  Stephen Jay Gould,  Il Saggiatore.
Phylogeny of ursidae – Dr. Steven M. Carr, Memorial University of Newfoundland
Grizzly bear’s paw – Yellowstone Ecology institute
Not Well Designed Pandas – mesacc.edu

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