La scomparsa delle ammoniti nelle tracce fossili successive a 65 milioni di anni fa è ancora un argomento aperto in paleontologia. Queste sono state ubiquitarie a partire da 400 milioni di anni fa, tanto che sono fossili guida nella datazione degli strati geologici di questo periodo, salvo scomparire improvvisamente a ridosso del limite KT (Cretaceo – Terziario).
La mancanza nella documentazione fossile di parti molli ha sempre impedito di capire a fondo la biologia e la posizione nelle reti trofiche marine delle ammoniti, per questo credo che sia interessante un recente studio apparso su Science che presenta la ricostruzione tridimensionale dell’apparato boccale di Baculite, una ammonite del Mesozoico. Le comparazioni con apparati boccali di molluschi odierni, combinata con dei probabili resti di cibo suggeriscono che queste si alimentassero del plankton presente nella colonna d’acqua piuttosto che cacciare grandi prede sul fondale come fanno i Nautilus, per altri aspetti molto simili.
Radiazione e estinzione
Questa strategia può essere messa in relazione con la comparsa e la radiazione delle ammoniti nel Giurassico e nel Cretaceo forse in concomitanza con la radiazione di nuovi gruppi di plankton. L’ipotesi ancora da verificare sarebbe che il repentino calo della quantità di plancton nei mari della fine del cretaceo possa aver irrimediabilmente compromesso le reti trofiche marine segnando anche la fine delle ammoniti, mentre altri gruppi come i nautilidi potevano contare su altre risorse di cibo.
Ricostruzione della mascella
Il video qui sotto mostra la ricostruzione 3d delle mascelle superiore e inferiore e della radula, organo dentellatto usato dai molluschi per raschiare il substrato alla ricerca di cibo.
Fonti
Kruta, I., Landman, N., Rouget, I., Cecca, F., & Tafforeau, P. (2011). The Role of Ammonites in the Mesozoic Marine Food Web Revealed by Jaw Preservation Science, 331 (6013), 70-72 DOI: 10.1126/science.1198793

Bel disegno!